L’ente Città Metropolitana di Palermo dovrà provvedere al risarcimento del danno nei confronti di una società nebroidea, per l’occupazione illegittima di alcuni appezzamenti di terreno nel comprensorio di San Mauro Castelverde, che erano stati occupati d’urgenza anni addietro per la realizzazione di una bretella provvisionale di collegamento della S.S. 113 con la S.P.52 a seguitò del verificarsi di calamità naturale.
Lo ha stabilito la Corte d’Appello di Palermo, prima sezione civile, rigettando i ricorsi avverso la sentenza già espressa dal Tribunale di Palermo cui l’impresa nebroidea, rappresentata dalla Studio legale Fabio, si era rivolta per chiedere la restituzione dei terreni ed il relativo risarcimento.
Secondo quanto accertato dal Tribunale, iniziate e terminate le opere, non veniva ripristinata la strada provinciale 52 che costituiva l’unica arteria di collegamento per il Comune di San Mauro Castelverde, e il terreno di proprietà della società non veniva restituito, anzi veniva trasformato mediante la costruzione di una bretella provvisionale realizzata tramite rilevato stradale e scarpate.
La Corte d’Appello ha quindi ribadito che, in caso di occupazione del fondo senza acquisto della proprietà da parte dell’Amministrazione, il privato può legittimamente domandare l’emissione del provvedimento di acquisizione sanante o, in difetto, la restituzione del fondo con la sua riduzione in pristino. Le Amministrazioni hanno infatti l’obbligo giuridico di far venir meno, in ogni caso, l’occupazione sine titulo e, quindi, di adeguare comunque la situazione di fatto a quella di diritto. Nel caso di specie, i lavori di ripristino della viabilità della S.P. 52 di San Mauro, coinvolta da un esteso fenomeno franoso che aveva interessato oltre 400 m di carreggiata distruggendola, non sono mai stati appaltati, nonostante la suddetta S.P. 52 fosse l’unica arteria di collegamento con la S.S. 113. Di qui l’illegittimità dell’occupazione per cui è causa, in quanto non funzionale alla corretta esecuzione dei lavori di ripristino della viabilità principale, come correttamente rilevato dalla società.
Consegue che l’amministrazione ha occupato i terreni di proprietà dell’impresa “sine titulo”, senza adottare le necessarie procedure di legge e senza dunque che sia mai stato emesso un decreto di esproprio e tenuto conto della perdurante illegittimità dell’occupazione dei terreni, correttamente il Tribunale ha condannato la Città metropolitana a provvedere alla restituzione dell’area alla società, previa rimessione in pristino a proprie spese, e al risarcimento del danno da occupazione illegittima.