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Ponte sullo Stretto di Messina, la partita per gli espropri

La recente approvazione da parte del CIPESS del progetto definitivo per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, che ne determina tra l’altro la pubblica utilità, ha sostanzialmente aperto la fase operativa che, attraverso i dovuti step previsti, porterà all’avvio vero e proprio dei cantieri.

Tra i primi passaggi preliminari fondamentali che saranno espletati, quelli relativi agli espropri delle aree interessate dalla realizzazione delle opere.

Secondo i dati pubblicati dalla società “Stretto di Messina spa” sul versante siciliano le unità immobiliari (fabbricati classificati categoria “A”) interessate dalla procedura sono 291, delle quali circa il 60% è costituito da “prime case”. Sul versante della Calabria, invece, le unità abitative sono 152, delle quali circa un terzo è costituito da “prime case”.

I soggetti interessati riceveranno una comunicazione tramite PEC o raccomandata, ai sensi dell’art. 17 del DPR 327 del 2001, per fornire elementi utili a determinare l’indennità da liquidare, individuata secondo tecniche estimative previste dalla normativa tenendo conto di caratteristiche oggettive e peculiarità degli immobili.
Sulla base delle informazioni fornite dall’espropriando e degli specifici sopralluoghi svolti dai tecnici dell’autorità espropriante sarà quindi attivata la procedura finalizzata al raggiungimento di un accordo sulla determinazione dell’indennità. Specifiche forme di indennizzo sono quindi previste per le attività commerciali.

Il DL Infrastrutture ha quindi introdotto semplificazioni procedurali a favore degli espropriandi e una maggiore valorizzazione delle indennità di esproprio in caso di stipulazione di atto di cessione volontaria, privilegiando il ricorso alla procedura bonaria. In ogni caso rimane il diritto in capo all’espropriando di richiedere la determinazione dell’indennità in via amministrativa oppure in via giudiziale.