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Normativa e Intelligenza artificiale. Cosa dice la legge a riguardo?

L’intelligenza artificiale è di fatto entrata nella nostra vita quotidiana e la tecnologia avanza a passo spedito inserendosi in tutti i settori, sia umani che professionali.

Ma esistono delle regole? Chi tutela chi o cosa?

In questo ambito si è mossa l’Unione Europea che ha appena approvato una legge sull’intelligenza artificiale, diventando pioniera a livello mondiale, grazie a questo primo quadro normativo sul settore, ancora da definire. Il commissario europeo al Mercato Interno, Thierry Breton, lo ha annunciato in un tweet e numerosi giornali hanno rilanciato la notizia. Alla base di questo accordo, raggiunto dopo un negoziato piuttosto lungo e complesso, c’è l’obiettivo di garantire (stando a quanto pubblica l’Ansa sul suo sito) che l’IA “protegga i diritti fondamentali, la democrazia, lo Stato di diritto e la sostenibilità ambientale, stimolando al tempo stesso l’innovazione e rendendo l’Europa leader nel settore”.

La legge imporrà alcune regole al fine di garantire la qualità dei dati utilizzati nello sviluppo degli algoritmi e per verificare che non violino la legislazione sul copyright. Inoltre, suoni, immagini e testi prodotti dovranno essere identificati come artificiali.

Su questo argomento interviene l’avvocato Massimiliano Fabio che sottolinea le difficoltà di questa sfida: “Come in un déjà-vu la normativa europea tenta di regolamentare, in maniera eticamente corretta, l’uso dell’IA che oggi albeggia in una società di orwelliana memoria. La sfida è complessa e si proietta su un futuro ignoto nel quale si tenta di creare delle barriere etiche.

Ma la sfida più ardua sarà quella di mantenere i diritti fondamentali della persona umana al di sopra di tutto, contro ogni possibile manipolazione o forma di controllo. La tecnologia è storicamente l’elemento scatenante di ogni profondo cambiamento sociale. Spero che il 2024 non diventi un salto verso “1984”.