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Morte del piccolo Giorgio, in aula i periti del pm: «Diagnosi tempestiva l’avrebbe salvato»

Si è svolta lo scorso 15 ottobre presso il Tribunale di Trapani la seconda udienza del processo che vede imputato un medico pediatra di libera scelta, per l’accusa di omicidio colposo  a seguito della scomparsa di un bimbo di appena cinque anni, morto nel giugno. 2023 all’ospedale “Di Cristina” di Palermo.  In aula sono stati ascoltati i tre consulenti nominati dal pubblico ministero, che hanno confermato i profili di responsabilità.

«Siamo soddisfatti perché i consulenti del pubblico ministero hanno confermato integralmente le nostre posizioni e, anzi, hanno integrato i rilievi sulle violazioni dei protocolli e delle linee guida – ha dichiarato l’avvocato della famiglia Massimiliano Fabio ai microfoni di TP24–.  Hanno ribadito l’assenza della dovuta prudenza nella sorveglianza del piccolo, che aveva bisogno di una diagnosi immediata e di un intervento di idratazione. L’evoluzione della peritonite acuta può essere molto rapida e così è stato purtroppo per Giorgio. Sentirsi dire oggi che, con un minimo di attenzione, Giorgio si sarebbe salvato è durissimo per i genitori – ha aggiunto l’avvocato Fabio -. Il padre, Salvatore D’Angelo, ha già testimoniato in precedenza con lucidità, mentre la madre non ha potuto ripercorrere quei momenti per l’eccessiva sofferenza. La loro forza oggi è la sorellina, «l’ancora di salvezza» di una famiglia segnata da un dolore immenso».

La prossima udienza è fissata per il 14 gennaio, quando sarà ascoltato il consulente tecnico di parte della famiglia e un testimone della parte civile. Seguiranno poi il consulente della difesa e, all’esito, la discussione sull’eventuale esame dell’imputato.