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Lavoratore illegittimamente licenziato, diritto alle ritenute previdenziali e fiscali

Il lavoratore licenziato illegittimamente ha diritto ad ottenere la retribuzione al lordo delle ritenute previdenziali e fiscali che al tempo non sono state regolarmente corrisposte dalla ditta datrice di lavoro.

Lo ha evidenziato la Corte di Cassazione accogliendo il ricorso di un lavoratore, rappresentato nel giudizio dallo Studio Legale Fabio, che aveva impugnato la precedente decisione della Corte d’appello di Messina che aveva invece statuito il diritto della ditta a corrispondere alle somme al lavoratore, al netto però delle contribuzioni previdenziali e fiscali.

Secondo quanto espresso nel ricorso accolto dai Giudici di Cassazione, con rinvio anche per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità, alla Corte d’appello di Messina in diversa composizione, c’è stata una violazione e falsa applicazione dell’art. 19 legge n. 218/1952 e di altre norme di CCNL e di legge per erronea liquidazione delle somme riconosciute al lavoratore a titolo risarcitorio e non retributivo. La stessa ditta sarà inoltre tenuta al pagamento nei confronti degli enti previdenziali e del fisco delle somme dovute.

Si tratta di un principio giurisprudenziale molto rilevante che è stato risolto tra i vari contrasti dei giudici di merito e di legittimità.