La vittima di maltrattamenti che reagisce uccidendo il familiare che la perseguita è punita troppo severamente.
Su questo aspetto si aprono fronti contrapposti di pensiero e interpretazione: il nuovo articolo 577 del codice penale, che impedisce di far prevalere le attenuanti generiche e quella della provocazione nei casi di omicidio aggravato dal vincolo di parentela, si discute alla Corte Costituzionale.
Stando a quanto hanno dichiarato la Corte dâassise di Cagliari e la Corte di assise dâappello di Torino, che hanno sollevato il caso, âla nuova formulazione è in contrasto con piĂš principi costituzionaliâ.
Se nâè discusso nel corso di unâudienza pubblica nella quale però lâavvocatura generale dello Stato, in rappresentanza di Palazzo Chigi, ha chiuso la porta a qualsiasi intervento sulla norma del Codice Rosso, chiedendo di dichiarare le questioni sollevate illegittime o infondate.
La riflessione dellâavvocato Massimiliano Fabio
âIl sistema penale è la scienza della valutazione dei fatti e del comportamento delle persone nelle infinite fattispecie delle condotte umane -spiega lâavvocato Massimiliano Fabio. Non si deve dimenticare che oggetto delle valutazioni sono sempre le persone, sia esse imputati che vittimeâ.
E aggiunge: âGli interventi giudiziari dovrebbero essere, quindi, frutto di attente valutazioni e di bilanciamenti di interessi, scevri da spinte ideologiche o emozionali. Le difficoltĂ del sistema giudiziario sono note a tutti e la soluzione non può certo rinvenirsi nella moltiplicazione delle pene e nella limitazione del diritto alla difesa, oggi addirittura spintosi alla limitazione dei poteri di valutazione del Giudice. La nostra legge fondamentale è la Costituzione, i cui principi devono essere guida del comportamento di ognuno e dellâintero sistema giudiziarioâ.