Dovrà essere risarcito dell’importo versato, oltre interessi e spese, un concessionario di automobili della zona dei Nebrodi che aveva acquistato da una società rivenditrice alcune autovetture risultate poi oggetto di precedenti provvedimenti di sequestro.
Lo ha disposto il Giudice del Tribunale di Patti, sezione Civile, D.ssa Serena Andaloro, accogliendo l’istanza presentata dal titolare della concessionaria, rappresentato in giudizio dallo Studio Legale Fabio.
Secondo quanto rappresentato dalla parte ricorrente, il rivenditore non ha mai consegnato targhe e libretti di circolazione di alcune delle vetture acquistate, per cui emersero successivamente l’esistenza di un provvedimento di sequestro dei documenti stessi e l’effettiva intestazione dei beni ad un terzo soggetto. Dopo aver richiesto infruttuosamente, in via stragiudiziale, la restituzione delle somme ed il risarcimento dei danni alla società venditrice, la ditta ha quindi chiesto di accertare, ritenere e dichiarare il grave e persistente inadempimento del venditore con la conseguente risoluzione del contratto.
Domanda accolta dal Giudice che ha richiamato il principio di diritto affermato dalla Corte di Cassazione, in base al quale, in tema di vendita, è configurabile la consegna di “aliud pro alio” non solo quando la cosa consegnata è completamente difforme da quella contrattata, appartenendo ad un genere del tutto diverso, ma anche quando è assolutamente priva delle caratteristiche funzionali necessarie a soddisfare i bisogni dell’acquirente, o abbia difetti che la rendano inservibile, ovvero risulti compromessa la destinazione del bene all’uso che abbia costituito elemento determinante per l’offerta di acquisto. Nella specie, ricorre quindi l’ipotesi della grave inadempienza del venditore, a fronte della dimostrazione, da parte dell’attrice, di avere tentato anche di ottenere il dissequestro senza esito positivo.