Si è conclusa una lunghissima vicenda giudiziaria collegata alla procedura fallimentare di un’impresa operante anni addietro sul territorio dei Nebrodi.
La prima sezione civile della Corte d’Appello di Messina ha rigettato l’articolato ricorso proposto dall’amministratore dell’azienda stessa, nei confronti del quale era stata avviata l’azione di responsabilità da parte della Curatela fallimentare, rappresentata nel giudizio dallo Studio Legale Fabio.
Nei confronti dell’imprenditore venivano contestate svariate attività gestionali connotate da “mala gestio”, anche ad effetto distrattivo, in violazione degli obblighi di diligenza e dei doveri imposti dalla legge, incidendo negativamente sull’integrità patrimoniale sociale in misura tale da renderla inidonea all’assolvimento delle pretese e garanzie creditizie vantate dai creditori. Fatti per cui si era già espresso in primo grado il Tribunale di Patti con parziale accoglimento delle domande della curatela stessa.
Esaminati nel dettaglio i motivi d’impugnazione e le eccezioni sollevate dalla parte ricorrente e le richieste della parte appellata, il collegio giudicante ha dunque evidenziato legittimità e correttezza delle procedure seguite dalla Curatela fallimentare, rappresentata dalla Studio Legale Fabio, confermando la responsabilità dell’amministratore in merito alla violazione dei doveri inerenti alla sua funzione, per un danno stimato in 1,7 milioni oltre rivalutazione ed interessi, con condanna alla rifusione in favore della Curatela appellata delle spese processuali.