Nel settore della scuola arrivano numerose novità legislative.
Linea dura per contrastare le aggressioni e la violenza nei luoghi scolastici. Nel settore della scuola, infatti, ci sono numerose novità legislative.
La più recente riguarda il Ddl 905 sulla sicurezza del personale scolastico che inasprisce le pene contro gli studenti violenti, aumentando gli anni di reclusione che, in caso di aggressione, passano dagli attuali 5 ai 7 anni e mezzo.
Anche l’oltraggio prevede pene più severe: da 3 a 4 anni e mezzo. Se da un lato il legislatore ha lavorato sull’aspetto repressivo per contrastare l’aumento delle aggressioni nei confronti del personale scolastico, dall’altro ha introdotto anche alcune misure relative alla formazione prevedendo, per esempio, percorsi formativi di sensibilizzazione. A ciò si aggiunge anche la costituzione di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza del personale scolastico.
Ma non è finita qui. C’è il Ddl sul voto in condotta che prevede l’introduzione di una multa per lo studente che aggredisce un membro del personale scolastico e che rischia una sanzione pecuniaria che può variare da 500 fino a 10.000 euro, a discrezione del giudice.
Pene più severe, dunque. Ma è la soluzione al problema?
“La norma – spiega l’avvocato Massimiliano Fabio – tenta di introdurre misure di prevenzione del fenomeno, ma la sostanza della risposta del legislatore è sempre la stessa: aumentare le pene. Ritengo che ci sia una deriva punitiva che pare voler minare i principi di proporzione e adeguatezza della pena, ormai lasciati nei cassetti dei ricordi di una riforma giusta, equilibrata e complessiva della giustizia penale.
In questo caso ritengo che la risposta sia particolarmente inappropriata, soprattutto perché potenzialmente riferita a minori che principalmente vanno educati al rispetto dell’altro e adeguatamente responsabilizzati”.