Non ci fu alcun intento intimidatorio nelle condotte di un 62enne residente in un piccolo centro del comprensorio nebroideo, assolto perchè il fatto non sussiste dall’accusa di minaccia nei confronti di un uomo che all’epoca dei fatti ricopriva la carica di consigliere comunale.
Lo ha stabilito la seconda Sezione Penale della Corte di Appello di Messina che, riformando la sentenza di condanna del Tribunale di Patti alla pena sospesa di sette mesi di reclusione, ha escluso la responsabilitĂ dell’uomo e revocato tutte le statuizioni civili e il risarcimento dei danni precedentemente disposti.
La vicenda originaria traeva origine dalle denunce presentate da un consigliere comunale che aveva riferito di aver subĂŹto gravi minacce verbali all’interno di un esercizio pubblico e, successivamente, un’aggressione fisica.
Nel giudizio di primo grado l’imputato era stato assolto sia dall’accusa di minaccia per il primo episodio che da quella di lesioni personali per un secondo episodio. Tuttavia il giudice aveva ritenuto l’imputato colpevole del delitto di minaccia nel contesto del secondo episodio stesso. Decisione che faceva leva sul valore intimidatorio attribuito alle frasi pronunciate e all’atto di fotografare l’auto della vittima.
Accolto quindi l’appello proposto dal difensore dell’imputato, avvocato Massilimiano FABIO, che ha censurato un’evidente “asimmetria valutativa” nell’impianto logico della prima sentenza. I giudici d’appello hanno quindi evidenziato l’incoerenza interna di un giudizio che, da un lato, ritiene la versione della persona offesa non sufficientemente corroborata per fondare la responsabilitĂ delle lesioni, e dall’altro la assume come pienamente attendibile per decretare la condanna per minaccia, in assenza di qualsiasi riscontro esterno.
In applicazione dell’articolo 533 del codice di procedura penale, che consente l’affermazione di responsabilitĂ soltanto quando la colpevolezza emerga al di lĂ di ogni ragionevole dubbio, la Corte ha concluso che il dubbio sulla rilevanza penale della condotta non è stato superato.